DIMISSIONI DEL LAVORATORE E PERIODO DI PROVA: IL DIRITTO
DI RIPENSAMENTO

Dimissioni durante il periodo di prova, ci si può ripensare? 

Nel rapporto di lavoro subordinato, le dimissioni rappresentano l’atto con cui il lavoratore manifesta la propria volontà di porre fine al rapporto.

Dal 2016, per contrastare il fenomeno delle cosiddette “dimissioni in bianco”, il legislatore ha introdotto l’obbligo della procedura telematica, oggi disciplinata dall’art. 26 del decreto legislativo n. 151/2015.

La norma prevede un importante strumento di tutela per il Lavoratore: il diritto di revoca delle dimissioni entro sette giorni dall’invio del modulo telematico. 

Durante questo periodo, infatti, al lavoratore viene garantita la possibilità di ripensarci liberamente, senza dover fornire giustificazioni al datore e senza subire eventuali conseguenze negative.

La ragione dietro tale previsione, si rinviene nell’idea che la decisione circa le dimissioni, possa essere frutto di una scelta affrettata, presa magari in un momento di difficoltà, stress o conflitto.

Che cosa si intende per periodo di prova?

Il periodo di prova è una fase iniziale del rapporto di lavoro che consente a entrambe le parti di valutare l’eventuale prosecuzione futura del rapporto.

Durante tale periodo:

  • il lavoratore può verificare se le mansioni e l’ambiente di lavoro sono conformi alle proprie aspettative;
  • il datore di lavoro può valutare le competenze, l’affidabilità e l’inserimento del dipendente nell’organizzazione.

La caratteristica principale del periodo di prova è che il rapporto può essere sciolto liberamente, senza obbligo di preavviso e senza necessità di motivazione, salvo il rispetto dei limiti di legge e contrattuali.

Proprio per questa libertà di recesso, negli anni si è discusso se le tutele previste per le dimissioni “ordinarie” si applichino anche ai rapporti in prova.

Dimissioni nel periodo di prova, cosa dice il Ministero del Lavoro? 

Sul tema, era intervenuto il Ministero del Lavoro con la circolare n. 12/2016, la quale aveva escluso la possibilità di revocare le dimissioni presentate durante il periodo di prova.

Secondo tale interpretazione, la peculiarità del rapporto in prova giustificherebbe l’esclusione del diritto di ripensamento, ritenendo prevalente l’esigenza di libertà di recesso delle parti.

Questa lettura, tuttavia, non trovava un espresso fondamento nella sopra citata fonte normativa, che, invece, non distingue tra dimissioni presentate durante la prova e dimissioni rassegnate in un rapporto ormai consolidato.

    Pronuncia della cassazione sul diritto di ripensamento per le dimissioni date durante il periodo di prova

    Con l’ordinanza n. 24911 del 2025, la Corte di Cassazione ha affrontato direttamente la questione, affermando che:

    • anche le dimissioni presentate durante il periodo di prova sono revocabili entro sette giorni, se effettuate con procedura telematica;
    • la revoca produce l’effetto di ricostituire il rapporto di lavoro, con l’obbligo per il datore di consentire al lavoratore il completamento del periodo di prova.

    La Cassazione ha inoltre censurato apertamente l’interpretazione del Ministero del Lavoro, rilevando come la circolare abbia introdotto una limitazione non prevista dalla legge. Il diritto di ripensamento, infatti, ha carattere generale e non può essere escluso in assenza di una chiara previsione normativa.

    In tal modo:

    •  è stata rafforzata la tutela contro le “decisioni affrettate”, riconoscendo la possibilità di reintegrare in servizio anche durante il periodo di prova 
    • il rapporto prosegue come se le dimissioni non fossero mai state presentate, fino al completamento del periodo di prova.

    Dimissioni nel periodo di prova, in sintesi:  

    Con l’ordinanza n. 24911/2025 dell’11 settembre, la Cassazione ha chiarito un punto rimasto a lungo controverso, riaffermando il principio secondo cui le tutele previste dalla legge non possono essere ridotte da interpretazioni amministrative.

    Il diritto di ripensamento sulle dimissioni rappresenta una garanzia fondamentale per il lavoratore e si applica anche durante il periodo di prova, quale delicata fase in cui le decisioni possono essere influenzate da fattori emotivi o contingenti.

    La pronuncia contribuisce a rafforzare l’equilibrio tra le parti del rapporto di lavoro, ricordando che la flessibilità del periodo di prova non può tradursi in una compressione dei diritti espressamente riconosciuti dalla legge.

    Se vuoi approfondire le tutele il tema di dimissioni o periodo di prova, contattaci liberamente per informazioni circa una consulenza.

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